Posted on Lascia un commento

Hai un’impresa edile? Ecco tutto quello che devi sapere per far fronte agli obblighi di legge in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro!

Se sei il titolare di un’impresa edile con almeno un dipendente, mettiti comodo e continua a leggere, perché in questo articolo ti illustreremo quali sono gli obblighi generali di legge in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro che sei tenuto a rispettare.

Devi sapere che le imprese edili con dipendenti rientrano tra le attività che devono rispettare gli obblighi della sicurezza sul lavoro e noi di Sicurezza Lavoro 360 siamo specializzati nel seguire questo tipo di attività, annoverando tra i nostri clienti imprese edili di piccole, medie e grandi dimensioni.

Per quanto riguarda i servizi offerti alle imprese edili, oltre alla redazione del DVR (Documento di Valutazione Rischi) offriamo i servizi di redazione di DUVRI, POS e corsi di formazione online e in presenza per l’utilizzo di attrezzature e per i lavori in quota, nonché sull’utilizzo di DPI di III categoria.

Noi di Sicurezza Lavoro 360 siamo in grado di offrirti soluzioni personalizzate in base alle caratteristiche peculiari della tua impresa in modo tale da consentirti di adempiere  a tutti gli obblighi di legge che ti illustreremo in seguito. Vai nella sezione SERVIZI per visionare tutte le prestazioni che siamo in grado di offrire, e nella sezione SHOP per l’acquisto per iscriverti a uno dei nostri corsi di formazione online o in presenza.

Sicurezza sul lavoro nelle imprese edili

Gli obblighi da rispettare in una impresa edile con almeno un dipendente (con contratto di qualsiasi tipo, con o senza retribuzione), o con uno o più soci lavoranti, sono:

  • DVR (documento di valutazione dei rischi, anche con procedure standardizzate)rischi generali + rischi specifici
  • Valutazione del rischio gravidanza e minori

Rischi specifici che in genere si devono valutare:

  • VALUTAZIONE DEL RISCHIO RUMORE
  • VALUTAZIONE DEL RISCHIO VIBRAZIONI
  • VALUTAZIONE DEL RISCHIO CHIMICO
  • VALUTAZIONE DEL RISCHIO POSTURA E MMC
  • VALUTAZIONE DEL RISCHIO STRESS LAVORO-CORRELATO
  • VALUTAZIONE DEL RISCHIO ELETTRICO
  • VALUTAZIONE DEL RISCHIO BIOLOGICO

N.B. i rischi specifici variano in base alla tipologia lavoro, alla struttura dell’ edificio e ai macchinari presenti, nonchè alle sostanze utilizzate o prodotte. Per questo i rischi sopraindicati sono generali, dettati dalla nostra esperienza, e non specifici per la propria attività. Per conoscere i rischi specifici di ogni attività è utile effettuare un sopralluogo, richiedilo gratuitamente nell’area contatti.

Altri documenti da possedere e conservare in sede: registro infortuni, dichiarazione conformità impianto elettrico, libretti d’uso e manutenzione dei macchinari utilizzati(con documenti specifici riguardanti macchinari per il sollevamento),tesserini di riconoscimento, verbali consegna DPI, schede sicurezza sostanze chimiche utilizzate, DUVRI, DURC, POS (uno per cantiere), documentazione ponteggi (libretto, PIMUS, disegno esecutivo, verifiche), registro antincendio, verbali effettuazione informazione lavoratori e formazione con addestramento per apparecchiature e DPI.

Inoltre, è necessario assicurarsi di possedere:

  • CASSETTA DI PRIMO SOCCORSO (grande o piccola in base al numero di addetti presenti)
  • ESTINTORI (numero varia in base alla grandezza dei locali)
Posted on Lascia un commento

Ristoranti e Strutture Ricettive: ecco tutti gli adempimenti obbligatori in materia di salute e sicurezza sul lavoro previsti dalla legge

Se hai un ristorante, un pub, una pizzeria o un agriturismo, sappi che anche la tua attività è tenuta a rispettare sia gli obblighi di igiene alimentare (HACCP) sia gli adempimenti in materia di sicurezza sul lavoro.

In Sicurezza Lavoro 360 siamo specializzati nel seguire questo tipo di attività, vantando tra i nostri clienti prestigiosi ristoranti presenti sulla guida Michelin, o sulle pagine delle riviste più importanti del settore.

Offriamo soluzioni personalizzate, efficaci e professionali per consentirti di assolvere a tutti gli obblighi di legge di seguito illustrati. Vai nella sezione SERVIZI per visionare tutte le prestazioni che siamo in grado di offrire, e nella sezione SHOP per l’iscrizione ai nostri corsi di formazione.

La Sicurezza sul lavoro nei ristoranti

Gli obblighi da rispettare in un ristorante con almeno un dipendente (con contratto di qualsiasi tipo, con o senza retribuzione), o con uno o più soci lavoranti, sono:

  • DVR (documento di valutazione dei rischi, anche con procedure standardizzate)rischi generali + rischi specifici.
  • Valutazione del rischio gravidanza e minori.

Rischi specifici che in genere si devono valutare:

  • VALUTAZIONE DEL RISCHIO STRESS LAVORO CORRELATO
  • VALUTAZIONE DEL RISCHIO BIOLOGICO
  • VALUTAZIONE DEL RISCHIO CHIMICO
  • VALUTAZIONE DEL RISCHIO POSTURA E MMC E MOVIMENTI RIPETITIVI
  • VALUTAZIONE DEL RISCHIO INCENDIO
  • VALUTAZIONE DEL RISCHIO RUMORE (nei ristoranti più grandi ed affollati)
  • VALUTAZIONE DEL RISCHIO RADON (nei locali al piano terra o in piani interrati/cantine/taverne)

N.B. i rischi specifici variano in base alla tipologia di ristorante, alla struttura dei locali e ai macchinari presenti, nonchè alle sostanze utilizzate o prodotte. Per questo i rischi sopraindicati sono generali, dettati dalla nostra esperienza, e non specifici per la propria attività. Per conoscere i rischi specifici di ogni attività è utile effettuare un sopralluogo, richiedilo gratuitamente nell’area contatti.

Altri documenti da avere e conservare in azienda: registro infortuni, dichiarazione conformità impianto elettrico, libretti d’uso e manutenzione dei macchinari utilizzati, verbali consegna DPI, schede sicurezza sostanze chimiche utilizzate, registro antincendio, verbali effettuazione informazione lavoratori.

Inoltre assicurarsi di avere:

  • CASSETTA DI PRIMO SOCCORSO (grande o piccola in base al numero di addetti presenti)
  • ESTINTORI (numero varia in base alla grandezza dei locali)

Questi sono solo gli obblighi principali, per conoscere quelli della tua attività, contattaci per un sopralluogo conoscitivo!

Igiene alientare HACCP nei ristoranti

Gli obblighi da rispettare sempre sono:

  • STESURA DI UN MANUALE DI AUTOCONTROLLO HACCP

(E’ fondamentale che il manuale sia completo e abbia tutte le componenti utili per affrontare in sicurezza ed igiene tutte le fasi del ciclo produttivo del ristorante).

  • EFFETTUAZIONE DI ANALISI DI LABORATORIO SU ALIMENTI, TAMPONI SU SUPERFICI, E ANALISI SULL’ACQUA DERIVANTE DALLA RETE IDRICA. (Obbligatorio se previsto nel manuale, o da regolamenti specifici, e perché è il metodo migliore per verificare l’efficacia della pulizia delle superfici, la corretta preparazione e il corretto stoccaggio degli alimenti, soprattutto i più deteriorabili, e l’effettiva qualità dell’acqua utilizzata nella preparazione degli alimenti).
  • DISINFESTAZIONE E DERATTIZZAZIONE (Queste oprazioni possono essere fatte direttamente dal personale del locale e segnalate sul manuale HACCP. Il nostro consiglio però è di farsi seguire da aziende specializzate nel settore, soprattutto per quelle attività dove nei magazzini ci sono alimenti, come nel caso dei ristoranti).

Questi sono solo gli obblighi principali, per conoscere quelli della tua attività, contattaci per un sopralluogo conoscitivo!

Posted on Lascia un commento

Aziende Agricole e Zootecniche: Ecco gli Adempimenti Obblighi in Materia Sicurezza sul Lavoro previsti dalla Normativa Vigente!

Le aziende agricole e zootecniche rientrano tra le realtà imprenditoriali che devono adeguarsi agli obblighi in materia di salute e sicurezza sul lavoro previsti dal D.lgs. 81/2008. Gli obblighi a cui i titolari di queste attività  non possono sottrarsi sono parecchi e variano in base alla tipologia di azienda condotta. Gli allevamenti di bovini presentano rischi diversi dagli allevamenti di suini, così come questi ultimi presenteranno rischi diversi dalle aziende agricole che producono frutti o altri prodotti. Il team di Sicurezza Lavoro 360 è in grado di proporre alle aziende soluzioni pratiche ed efficaci per far fronte a tutti gli obblighi di legge previsti dall’attuale normativa vigente. Nella sezione SERVIZI potrai visionare tutte le prestazioni che siamo in grado di offrire, e nella sezione SHOP potrai iscriverti online ai corsi di formazione obbligatoria.

Sicurezza sul lavoro per le aziende agricole

Gli obblighi ai quali tutte le aziende agricole e zootecniche con almeno un dipendente (con contratto di qualsiasi tipo, con o senza retribuzione), o con uno o più soci lavoranti, devono far fronte sono:
  • DVR (documento di valutazione dei rischi, anche con procedure standardizzate) rischi generali + rischi specifici.
  • Valutazione del rischio gravidanza e minori.
I rischi specifici che devono essere sottoposti a valutazione in base alla tipologia di attività sono:
  • VALUTAZIONE DEL RISCHIO STRESS LAVORO CORRELATO
  • VALUTAZIONE DEL RISCHIO BIOLOGICO
  • VALUTAZIONE DEL RISCHIO CHIMICO
  • VALUTAZIONE DEL RISCHIO POSTURA E MMC
  • VALUTAZIONE DEL RISCHIO INCENDIO
  • VALUTAZIONE RISCHIO RUMORE
  • STESURA PROCEDURE PER URILIZZO ATTREZZATURE
  • VALUTAZIONE DEL RISCHIO VIBRAZIONI
  • VALUTAZIONE DEL RISCHIO RADON
ATTENZIONE: i rischi specifici variano in base alla tipologia di azienda agricola o zootecnica, alla struttura dei locali e ai macchinari utilizzati, nonché alle sostanze utilizzate e/o prodotte. Ecco perché i rischi sopra mensionati sono quelli generici, dettati dall’esperienza dei conduttori, e non specifici. Per conoscere i rischi specifici di ogni attività è utile effettuare una consulenza specifica, richiedilo gratuitamente nell’area contatti. Tra la documentazione da possedere e conservare in azienda, sono obbligatori: registro infortuni, dichiarazione conformità impianto elettrico, libretti d’uso e manutenzione dei macchinari utilizzati, verbali consegna DPI, DUVRI (se necessario), schede sicurezza sostanze chimiche utilizzate, registro antincendio, verbali effettuazione informazione lavoratori. Inoltre bisogna assicurarsi di avere:
  • CASSETTA DI PRIMO SOCCORSO (grande o piccola in base al numero di addetti presenti)
  • ESTINTORI (il cui numero varia in base alla grandezza dei locali)
Questi sono solo gli obblighi principali, per conoscere quelli della tua attività, contattaci pure attraverso il nostro modulo contatti!

Igiene alimentare HACCP per le aziende agricole

Le diverse aziende agricole devono avere anche un manuale HACCP nel momento in cui vadano a trattare prodotti destinati al consumo (carne, latte, prodotti agricoli vari). Gli obblighi da rispettare sempre sono:
  • STESURA DI UN MANUALE DI AUTOCONTROLLO HACCP
(E’ fondamentale che il manuale sia completo e abbia tutte le componenti utili per affrontare in sicurezza ed igiene tutte le fasi del ciclo produttivo).
  • CORSO DI FORMAZIONE HACCP (a tutti gli addetti che manipolano il prodotto alimentare, qualsiasi sia la mansione)
  • EFFETTUAZIONE DI ANALISI DI LABORATORIO SU ALIMENTI, TAMPONI SU SUPERFICI, E ANALISI SULL’ACQUA DERIVANTE DALLA RETE IDRICA. (Questo non è un obbligo di legge, ma spesso è richiesto direttamente dall’ASL, poiché diventa obbligo se previsto nel manuale e perché è il metodo migliore per verificare l’efficacia della pulizia delle superfici, la corretta preparazione e il corretto stoccaggio degli alimenti, soprattutto i più deteriorabili, e l’effettiva qualità dell’acqua utilizzata nella preparazione degli alimenti).
  • DISINFESTAZIONE E DERATTIZZAZIONE (Queste operazioni possono essere fatte direttamente dal personale del locale e segnalate sul manuale HACCP. Il nostro consiglio però è di farsi seguire da aziende specializzate nel settore).
Quelli sopra riportati sono solo gli obblighi principali generici che tutte le aziende agricole e zootecniche devono rispettare. Per conoscere, invece, quelli imprescindibili per la tua azienda agricola e/o zootecnica, contattaci pure senza alcun impegno per un sopralluogo conoscitivo!

Vuoi Essere Sicuro di Trovarti in Regola al 100%
con Tutti gli Adempimenti e i Corsi di Formazione Obbligatoria Previsti dal D.Lgs 81/2008

Non Aspettare i Controlli degli Organi Ispettivi!

PRENOTA OGGI STESSO IL CHECK UP SPECIFICO PER LA TUA IMPRESA

a Soli 25 €

Chiama ora il 389-4756032

0
Utenti Hanno Visitato il Nostro Sito negli ultimi 30 Giorni
Sono un imprenditore agricolo della provincia di provincia di Palermo. La nostra è una piccola realtà a conduzione familiare con due dipendenti. Grazie al mio commercialista ho scoperto i servizi di Sicurezza Lavoro 360, così ho deciso di contattarli per sapere come mettere in regola la mia impresa. Mi hanno affiancato un consulente che mi ha fornito tutte le informazioni di cui avevo bisogno. Mi hanno fornito un modulo da compilare con i dettagli della ma azienda e in meno di una settimana abbiamo terminato corsi di formazione obbligatori e sistemato tutta la documentazione da tenere in azienda.
Adesso abbiamo finalmente tutto in ordine e siamo in regola al 100%.
Giuseppe
Conduttore di Azienda Agricola

Posted on Lascia un commento

Chi è il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e qual è il suo ruolo nella sicurezza dei dipendenti?

rappresentante dei lavoratori responsabile per la sicurezza

La partecipazione dei lavoratori nelle varie fasi dell’attività di prevenzione in una logica di diritti e doveri ha un ruolo importante per l’individuazione e l’attuazione di misure idonee a tutelare la salute e l’integrità fisica nei luoghi di lavoro.

Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) permette di rappresentare le istanze, le problematiche e le necessità di informazioni e chiarimenti espresse dai lavoratori, con l’obiettivo di attuare lo spirito di partecipazione attiva nella pratica dei principi in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Viene definito agli art 2 sia del dlgs 626/94 sia del dlgs 81/08 come : “persona eletta o designata per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro”.

L’art. 47, comma 2 del D.Lgs. 81/2008 stabilisce che “in tutte le aziende, o unità produttive, è eletto o designato il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza” (RLS).

Tale figura può essere individuata sia in ambito aziendale (RLS), sia Territoriale (RLST, art. 48) che a livello di Sito Produttivo (RLSSP, art. 49).

A seconda del numero di dipendenti presenti in azienda il D.Lgs 81/2008 prevede diverse modalità di nomina/elezione del RLS.

Per Aziende o unità produttive che occupano fino a 15 lavoratori, secondo quanto previsto dall’art. 47, comma 3 del D. Lgs. 81/2008, il RLS è di norma eletto direttamente dai lavoratori al loro interno, in altro modo è individuato per più aziende nell’ambito territoriale o del comparto produttivo.
Nelle Aziende o unità produttive con più di 15 lavoratori e, secondo quanto stabilito dall’art. 47, comma 4 del D.Lgs. 81/2008, il RLS è eletto o designato dai lavoratori nell’ambito delle Rappresentanze Sindacali in azienda (RSU o RSA) ed in assenza di tali rappresentanze, il RLS è eletto dai lavoratori della azienda al loro interno.

L’elezione del RLS, ad ogni livello, deve avvenire in un’unica giornata stabilita da opportuno Decreto così come precisato dall’art. 47, comma 6 del D.Lgs. 81/2008: “l’elezione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza aziendali, territoriali o di comparto, salvo diverse determinazioni in sede di contrattazione collettiva, avviene di norma in corrispondenza della giornata nazionale per la salute e sicurezza sul lavoro, individuata, nell’ambito della settimana europea per la salute e sicurezza sul lavoro, con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale di concerto con il Ministro della salute, sentite le confederazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

Con il medesimo decreto sono disciplinate le modalità di attuazione del presente comma”.

Il numero, le modalità di designazione o di elezione del RLS, nonché il tempo di lavoro retribuito e gli strumenti per l’espletamento delle funzioni sono stabiliti in sede di contrattazione collettiva, in ogni caso, il numero minimo dei RLS è:

a) 1 per le aziende o unità produttive sino a 200 lavoratori;

b) 3 per le aziende o unità produttive da 201 a 1.000 lavoratori;

c) 6 per tutte le aziende o unità produttive oltre i 1.000 lavoratori.

Aziende per le quali il numero dei RLS aumenta nella misura individuata dagli accordi interconfederali o dalla contrattazione collettiva.

Il datore di lavoro deve comunicare annualmente all’INAIL i nominativi dei RLS così come stabilito dall’art. 18, comma 1, lettera aa del D.Lgs.81/2008 o nel caso di mancata designazione o elezione indicare l’assenza del RLS in azienda.

Per quanto riguarda le “Attribuzioni del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza”, l’art. 50 del D.Lgs. 81/2008 stabilisce che fatto salvo quanto stabilito in sede di contrattazione collettiva, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza:

  • accede ai luoghi di lavoro in cui si svolgono le lavorazioni;

  • è consultato preventivamente e tempestivamente in ordine alla valutazione dei rischi, alla individuazione, programmazione, realizzazione e verifica della prevenzione nella azienda o unità produttiva;

  • è consultato sulla designazione del responsabile e degli addetti al servizio di prevenzione, alla attività di prevenzione incendi, al primo soccorso, alla evacuazione dei luoghi di lavoro e del medico competente;

  • è consultato in merito all’organizzazione della formazione ;

  • riceve le informazioni e la documentazione aziendale inerente alla valutazione dei rischi e le misure di prevenzione relative, nonché quelle inerenti alle sostanze ed ai preparati pericolosi, alle macchine, agli impianti, alla organizzazione e agli ambienti di lavoro, agli infortuni ed alle malattie professionali;

  • riceve le informazioni provenienti dai servizi di vigilanza;

  • riceve una formazione adeguata;

  • promuove l’elaborazione, l’individuazione e l’attuazione delle misure di prevenzione idonee a tutelare la salute e l’integrità fisica dei lavoratori;

  • formula osservazioni in occasione di visite e verifiche effettuate dalle autorità competenti, dalle quali è, di norma, sentito;

  • partecipa alla riunione periodica;

  • fa proposte in merito alla attività di prevenzione;

  • avverte il responsabile della azienda dei rischi individuati nel corso della sua attività;

  • può fare ricorso alle autorità competenti qualora ritenga che le misure di prevenzione e protezione dai rischi adottate dal datore di lavoro o dai dirigenti e i mezzi impiegati per attuarle non siano idonei a garantire la sicurezza e la salute durante il lavoro.

Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza deve disporre del tempo necessario allo svolgimento dell’incarico senza perdita di retribuzione, nonché dei mezzi e degli spazi necessari per l’esercizio delle funzioni e delle facoltà riconosciutegli, anche tramite l’accesso ai dati, contenuti in applicazioni informatiche.

Non può subire pregiudizio alcuno a causa delle svolgimento della propria attività e nei suoi confronti si applicano le stesse tutele previste dalla legge per le rappresentanze sindacali.

I rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza dei lavoratori rispettivamente dal datore di lavoro, dal committente e dalle imprese appaltatrici, su loro richiesta e per l’espletamento della loro funzione, ricevono copia del documento di valutazione dei rischi.

Tale figura inoltre è tenuta al rispetto del segreto industriale relativamente alle informazioni contenute nel sopraccitato documento, nonché al segreto in ordine ai processi lavorativi di cui vengono a conoscenza nell’esercizio delle funzioni.

L’ incarico di rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è incompatibile con la nomina di responsabile o addetto al servizio di prevenzione e protezione.

Il RLS ha diritto ad una Formazione particolare in materia di salute e sicurezza così come precisato dall’art. 37, comma 10 del D.Lgs. 81/2008. Le modalità, la durata e i contenuti specifici della formazione del RLS sono stabiliti in sede di contrattazione collettiva nazionale.

Tale formazione deve permettere al RLS di poter raggiungere adeguate conoscenze circa i rischi lavorativi esistenti negli ambiti in cui esercita la propria rappresentanza, adeguate competenze sulle principali tecniche di controllo e prevenzione dei rischi stessi, nonché principi giuridici comunitari e nazionali, legislazione generale e speciale in materia di salute e sicurezza sul lavoro, principali soggetti coinvolti e relativi obblighi e aspetti normativi della rappresentanza dei lavoratori e tecnica della comunicazione.

La formazione deve essere periodicamente ripetuta in relazione all’evoluzione dei rischi o all’insorgenza di nuovi rischi e deve avvenire in collaborazione con gli organismi paritetici (dove presenti), durante l’orario di lavoro e non può comportare oneri economici a carico dei lavoratori.

A fronte di tutto ciò, qualora non si dovesse procedere alla elezione del RLS, le funzioni di tale soggetto vengono esercitate dal Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale (art. 48) e/o dal Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di sito produttivo (art. 49) salvo diverse intese tra le associazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale o RLST

Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale (RLST) esercita le funzioni di RLS nelle Aziende o unità produttive del territorio o del comparto di competenza dove non è stato eletto/designato il RLS.
Le modalità di elezione o designazione del RLST sono individuate dagli accordi collettivi nazionali, interconfederali o di categoria, stipulati dalle associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentativi sul piano nazionale. In mancanza di tali accordi le modalità di elezione o designazione sono individuate con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, sentite le anzidette associazioni.

Le Aziende o unità produttive in cui non è stato eletto o designato il RLS partecipano al Fondo (art. 52, D.Lgs. 81/2008) di sostegno alla piccola e media impresa istituito presso l’INAIL.

L’organismo paritetico o, in mancanza, il suddetto Fondo, comunica alle Aziende e ai lavoratori interessati il nominativo del RLST (art. 48, comma 6, D.Lgs. 81/2008).

L’esercizio delle funzioni di RLST è incompatibile con l’esercizio di altre funzioni sindacali operative.

Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza di Sito Produttivo RLSSP

In contesti produttivi caratterizzati dalla compresenza di più Aziende o Cantieri vengono individuati i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza di Sito Produttivo (RLSSP).

Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza di sito produttivo sono individuati nei seguenti specifici contesti produttivi caratterizzati dalla compresenza di più aziende o cantieri:


a) i porti, sedi di autorità portuale nonché quelli sede di autorità marittima;
b) centri intermodali di trasporto;

c) impianti siderurgici;

d) cantieri con almeno 30.000 uomini-giorno, intesa quale entità presunta dei cantieri, rappresentata dalla somma delle giornate lavorative prestate dai lavoratori, anche autonomi, previste per la realizzazione di tutte le opere;

e) contesti produttivi con complesse problematiche legate alla interferenza delle lavorazioni e da un numero complessivo di addetti mediamente operanti nell’area superiore a 500.


Il RLSSP è individuato tra i RLS delle aziende operanti nel sito produttivo secondo le modalità di individuazione stabilite dalla contrattazione collettiva la quale stabilisce anche le modalità secondo cui lo stesso RLSSP esercita le attribuzioni, nelle Aziende o Cantieri del sito produttivo dove non vi sono RLS, nonché il coordinamento tra i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza del medesimo sito.


Posted on Lascia un commento

Medico competente e sorveglianza sanitaria nella sicurezza sul lavoro: cosa dice la normativa vigente?

medico competente e sorveglianza sanitartia

Chi è il medico competente e qual’è il suo ruolo nella sicurezza sul lavoro?

Per molti anni in Italia si è lamentata la carenza di una precisa ed univoca definizione di “medico competente” così come espressamente citata dall’art. 33 del DPR 303/56.

Era dunque necessario addivenire ad una chiara posizione giuridica in materia di ruolo, requisiti, responsabilità, compiti e funzioni del medico competente.

L’entrata in vigore del D.Lgs 277/91 e del D.Lgs 626/94 e sue successive integrazioni e modificazioni (D.Lgs 242/1996) ha colmato queste lacune.

Infatti il dlgs 626/94 dedica, un’ampia parte alla figura del medico competente.
Nello specifico tale decreto oltre a definire la figura del medico competente, descrive anche il ruolo (art. 17 ). All’art. 2 della 626 viene data la definizione e i titoli dei quali deve essere in possesso per esercitare tale ruolo. Nell’ art.11 viene sottolineato che il medico competente deve partecipare alle riunioni  periodiche di prevenzione dei rischi.

Il medico competente e la sorveglianza sanitaria negli ambienti di lavoro

La sorveglianza sanitaria, art. 16, riferisce in merito al contenuto della sorveglianza sanitaria dove il medico competente riveste il  ruolo principale.

Il successivo DLgs 271/99 contiene 43 articoli, e sin dai primi articoli viene introdotta la figura del medico competente in relazione ai lavori marittimi.
L’art. 6 di tale decreto stabilisce che sia compito dell’armatore e del comandante della nave, nell’ambito delle rispettive attribuzioni e competenze, nominare il medico competente.

L’ articolo 23 descrive chiaramente la figura del Medico competente e la sorveglianza sanitaria del lavoratore marittimo.

L’articolo 37 riferisce in merito alle Sanzioni relative agli obblighi del medico competente.

All’interno del decreto legislativo 9 aprile 2008 , n. 81, la figura del medico competente viene descritta in più punti.

Oltre alla definizione del medico competente (art.2), troviamo questa figura professionale disciplinata in molti altri articoli: 

  • Art. 18: “Obblighi del datore di lavoro e del dirigente”, per esempio lì dove si impone al datore di lavoro la nomina del medico competente, “nominare il medico competente per l’effettuazione della sorveglianza sanitaria nei casi previsti dal presente decreto legislativo.”;

  • Art. 25 : “ Obblighi del medico competente”: in questo articolo viene descritto il ruolo del Medico competente;

  • Art. 29 : “Modalita’ di effettuazione della valutazione dei rischi” ; la valutazione deve essere effettuata in collaborazione con il medico competente;

  • Art. 38. “Titoli e requisiti del medico competente” . Il primo di questi requisititi è il possedere almeno uno dei seguenti titoli:
  • Specializzazione in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica;
  • docente di medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica, sono considerate equipollenti docenze in: tossicologia e igiene industriale come anche in fisiologia e igiene del lavoro o in clinica del lavoro;
  • specializzione in igiene e medicina preventiva o medicina legale.;
  • Art. 39. “Svolgimento dell’attività di medico competente”;
  • Art. 40. “Rapporti del medico competente con il Servizio sanitario nazionale”;
  • Art. 41. “ Sorveglianza sanitaria e medico competente”;

Questi sono solo alcuni dei principali articoli del decreto legislativo 9 aprile 2008 , n. 81 in riferimento al medico competente.

Obblighi e responsabilità del medico competente

Primo obbligo del medico competente è quello della collaborazione con il datore di lavoro e con il servizio di prevenzione e protezione alla valutazione dei rischi.

Questa responsabilità o ruolo del medico competente è fondamentale in quanto solo dalla collaborazione tra il medico competente e queste altre figure professionali può scaturire una puntuale attività di programmazione della sorveglianza sanitaria e di prevenzione.

Gli altri ruoli del medico competente sono:

  • Programma la sorveglianza sanitaria in funzione di specifici rischi;

  • Realizza cartelle sanitarie dei lavoratori (nelle aziende o unità produttive con più di 15 lavoratori il medico competente concorda con il datore di lavoro il luogo di custodia);

  • invia agli Enti preposti, per via telematica, le cartelle sanitarie e di rischio;

  • Fornisce informazioni ai lavoratori e ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;

  • Informa ogni lavoratore interessato dei risultati della sorveglianza sanitaria;

  • Comunica per iscritto al datore di lavoro, al responsabile del servizio di prevenzione protezione dai rischi, ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, i risultati anonimi collettivi della sorveglianza sanitaria;

  • Partecipa alla programmazione del controllo dell’esposizione dei lavoratori;

  • Visita gli ambienti di lavoro almeno una volta all’anno o a cadenza diversa stabilita in fase di valutazione dei rischi.

  • valuta i rischi stress lavoro-correlato.

Il medico competente non ha solo dei ruoli durante lo svolgimento della sua attività lavorativa ma anche precisi ruoli e obblighi in seguito alla cessazione dell’incarico.

  • Nei confronti del datore di lavoro: il medico competente deve consegnare al datore di lavoro la documentazione sanitaria in suo possesso, nel rispetto delle disposizioni di cui al decreto legislativo del 30 giugno 2003 n.196, e con salvaguardia del segreto professionale;

  • Nei confronti del lavoratore: deve consegnare la documentazione sanitaria in suo possesso e gli fornisce le informazioni riguardo la necessità di conservazione.

Come tutte le figure professionali è fatto obbligo al medico che voglia fornire la consulenza di medico competente di tenersi costantemente aggiornato non solo per ciò che è strettamente legato alla professione medica ma anche rispetto alla giurisprudenza che regolamenta la sicurezza sul lavoro, materia questa sempre delicata e soggetta a continue modifiche.

Il medico competente è tenuto quindi ad acquisire un numero minimo di crediti formativi previsti dai programmi di aggiornamento triennale, la percentuale non potrà essere inferiore al 70% di quelli previsti dalla disciplina per la medicina sul lavoro e la sicurezza degli ambienti lavorativi.

A certificare quanto sopra elencato non può mancare l’iscrizione all’albo dei medici competenti così come regolamentato dal Ministero della Salute.

La figura del medico competente è inoltre presente all’interno del Dlgs 106/09 che introduce disposizioni integrative e correttive del Dlgs 81/08.

L’elenco nazionale dei medici competenti è contenuto presso l’Ufficio II della Direzione Generale della prevenzione sanitaria del Ministero della salute.

Le visite mediche da parte del medico competente in azienda sono previste dal D.Lgs. 81/08 all’interno del servizio di Sorveglianza sanitaria nei luoghi di lavoro.

Il medico competente diventa, quindi, una figura di riferimento per collaborare con l’azienda al servizio di prevenzione e tutela della salute dei lavoratori.

Sorveglianza sanitaria e visite mediche per i lavoratori dipendenti

Nella valutazione medica prevista, le visite mediche in azienda sono di tipo preventivo e periodiche.

  • Le visite mediche in azienda preventive: servono a constatare l’idoneità del soggetto alla mansione specifica alla quale sarà destinato. In questo caso si può emettere un giudizio di idoneità constatando l’assenza di controindicazioni al lavoro da svolgere.

  • Le visite mediche in azienda periodiche: da svolgersi in genere ogni anno all’interno dell’azienda, devono controllare l’idoneità del lavoratore alla mansione preposta e verificarne lo stato di salute generale. Nel caso di cambi di mansione e alla ripresa del lavoro (in seguito di assenza prolungata per motivi di salute) è prevista la visita per accertare di nuovo l’idoneità; così come nella cessazione del rapporto di lavoro, dove indicato dalla normativa.

  • Anche i lavoratori possono richiedere una visita medica in azienda in caso sia ritenuta dal medico competente correlata ai rischi professionali dell’attività continua.

La cadenza delle visite periodiche può, logicamente, essere variata dall’organo di vigilanza preposto in caso di una maggiore sorveglianza sanitaria, rischi e situazioni particolari.

Le visite mediche pre assunzione non presuppongono un rapporto di lavoro tra il dipendente visitato e l’azienda.

Piuttosto, è possibile effettuare delle visite mediche pre assunzione prima che si instauri tale rapporto, nei casi in cui la valutazione del rischio impone una idoneità fisica del lavoratore a svolgere la specifica mansione alla quale si intende destinarlo.

Il medico competente esegue visite mediche pre assunzione per verificare l’idoneità del futuro assunto nei casi di alcuni contratti collettivi (CCNL) o per apprendisti minori esposti a rischio (D.Lgs. 262/2000). In questi casi il medico valuta l’idoneità ed è poi esonerato dal ripetere la visita preventiva dopo l’assunzione del lavoratore.

In alcune professionalità dove la valutazione del rischio per il lavoratore necessita di una certificazione valida, la visita medica pre assunzione è spesso effettuata anche quando non sia previsto dai contratti o dalla legge. Secondo le modifiche del D.Lg.s. 106/2009 la visita medica effettuata prima dell’assunzione del lavoratore deve essere a carico del Servizio Sanitario Nazionale oppure effettuabile anche da parte del Medico competente dell’azienda soggetta all’obbligo di sorveglianza sanitaria.

L’art.41 del Testo Unico sulla sicurezza che legifera in merito alla sorveglianza sanitaria in materia di medicina del lavoro, sicurezza e tutela della salute dei lavoratori, e nello specifico il comma 2 di questo articolo tratta la visita medica di fine rapporto.

La visita medica di fine rapporto, rientra nell’elenco delle visite che in alcuni casi la normativa indica come obbligatorie per il corretto svolgimento della sorveglianza sanitaria da parte del Medico Competente.

Uno dei compiti del Medico Competente nell’ambito della sorveglianza sanitaria è quindi quello di effettuare una visita medica quando avviene la cessazione del rapporto di lavoro.

La visita medica non può essere effettuata al fine di accertare uno stato gravidico o per altri motivi che non rientrano nelle norme specifiche vigenti. Altresì tale visita deve comprendere tutti gli esami di laboratorio necessari a constatare la salute del lavoratore in rapporto alla tipologia di lavoro svolto e ai rischi lavorativi a cui è stato sottoposto durante lo svolgimento delle proprie mansioni.

La visita medica a seguito della cessazione del rapporto di lavoro è obbligatoria nel caso in cui il lavoratore sia stato esposto a rischio chimico.

Le visite per i lavoratori non possono essere di norma sostenute fuori dall’orario di lavoro. Devono essere programmate negli orari e nei giorni nei quali il lavoratore si trova in azienda. Non devono quindi in alcun modo rappresentare un onere per i dipendenti.

È lo stesso Testo Unico a richiamare l’attenzione sulla necessità di effettuare visite di controllo nell’orario di lavoro, al fine di non farne un peso economico e finanziario per la persona che dovrà sottoporsi a essa.

Lo fa nel “Capo III – Gestione della prevenzione nei luoghi di lavoro”, “Sezione I – Misure di tutela e obblighi”. Nell’ “Art. 15. Misure generali di tutela, comma 2” in cui recita: “Le misure relative alla sicurezza, all’igiene ed alla salute durante il lavoro non devono in nessun caso comportare oneri finanziari per i lavoratori”.

Un’enunciazione chiara, inequivocabile, sufficiente per comprendere quanto i controlli sanitari in azienda debbano essere strutturati tenendo ben presente gli orari di lavoro e la reperibilità dei dipendenti.

Posted on Lascia un commento

Datore di lavoro: obblighi e responsabilità civili e penali sulla sicurezza dei lavoratori dipendenti pubblici e privati

sicurezza dei dipendenti e responsabilità del datore di lavoro

Chi è il datore di lavoro e come è è definita la sua figura in base alla normativa sulla sicurezza?

Il più volte citato d.lgs. 626/94 ha portato alla creazione di un “sistema organizzato e documentato” di gestione della sicurezza all’interno dell’impresa ed ha introdotto nuove figure con precisi compiti e responsabilità. Nell’ambito dei controlli e della vigilanza all’interno di una azienda, la figura principalmente coinvolta è quella del datore di lavoro (art.2 d.lgs. 626/94 ).

Il datore di lavoro, infatti, affiancato da altre figure preposte al miglioramento e al controllo dei livelli di sicurezza per i lavoratori, ha la responsabilità di vigilare sull’ambiente di lavoro e di organizzarlo assicurando la presenza di personale sufficiente per esercitare il controllo sui singoli lavoratori.

La definizione di datore di lavoro si ritrova all’art.2 del T.U. 81/2008 che definisce tale soggetto come titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il  soggetto che, ha la responsabilita’ dell’organizzazione dell’unita’ produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa.

Nelle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per datore di lavoro si intende il dirigente al quale spettano i poteri di gestione, ovvero il funzionario non avente qualifica dirigenziale, nei soli casi in cui quest’ultimo sia preposto ad un ufficio avente autonomia gestionale, individuato dall’organo di vertice delle singole amministrazioni tenendo conto dell’ubicazione e dell’ambito funzionale degli uffici nei quali viene svolta l’attivita’, e dotato di autonomi poteri decisionali e di spesa.

Dalla lettura approfondita del decreto 81/08, l’obbligo principale del datore di lavoro è (alla luce della nuova nozione di salute di cui all’art. 2, comma 1, lett o) di perseguire il benessere del lavoratore, svolgendo un complesso ruolo (in parte significativa descritto dall’art. 18) di direzione e di controllo in materia di sicurezza sul lavoro in azienda.

Quali sono i compiti del datore di lavoro?

Considerando i principali compiti evidenziati dal legislatore delegato nel Titolo I del decreto n. 81/2008, il ruolo comprende un quadro variegato di attività obbligatorie raggruppabili nei seguenti profili:

  1. Organizzazione :
  • designare i preposti e nominare il medico competente per l’effettuazione della sorveglianza sanitaria nei casi previsti dal presente decreto legislativo, delegare i propri compiti ai dirigenti per la sicurezza, inoltre indicare preventivamente i lavoratori facenti parte della struttura operativa per la sicurezza (incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell’emergenza) e nell’attribuzione dei compiti ai lavoratori tenere conto delle capacità e delle condizioni degli stessi in rapporto alla loro salute e alla sicurezza;

  • adottare le misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dare istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato e inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa; adottare le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell’evacuazione dei luoghi di lavoro, tali misure devono essere adeguate alla natura dell’attività, alle dimensioni dell’azienda o dell’unità produttiva, e al numero delle persone presenti;

  • organizzare i necessari rapporti con i servizi pubblici in materia di primo soccorso, salvataggio, lotta antincendio e gestione dell’emergenza.

  1. Valutazione :

  • valutare tutti i rischi con la conseguente elaborazione del documento contenente: una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute, l’indicazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate e dei dispositivi di protezione individuali adottati, il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza; l’individuazione delle procedure per l’attuazione delle misure da realizzare, nonché dei ruoli dell’organizzazione aziendale che vi debbono provvedere, a cui devono essere assegnati unicamente soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri; l’indicazione del nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o di quello territoriale e del medico competente che ha partecipato alla valutazione del rischio; l’individuazione delle mansioni che eventualmente espongono i lavoratori a rischi specifici che richiedono una riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento;

  • elaborare il documento unico di valutazione dei rischi (di cui all’art. 26, comma 3) in caso di appalto.

  1. Gestione:

  • richiedere l’osservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme vigenti, nonché delle disposizioni aziendali in materia di sicurezza e di igiene del lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuali messi a loro disposizione;

  • richiedere al medico competente l’osservanza degli obblighi previsti a suo carico nel presente decreto;

  • prendere le misure appropriate affinché soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni e specifico addestramento accedano alle zone che li espongono a un rischio grave e specifico;

  • consentire ai lavoratori di verificare, mediante il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, l’applicazione delle misure di sicurezza e di protezione della salute;

  • nell’ambito dello svolgimento di attività in regime di appalto e di subappalto, munire i lavoratori di apposita tessera di riconoscimento, corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l’indicazione del datore di lavoro;

  • convocare (nelle unità produttive con più di 15 lavoratori) la riunione periodica di cui all’art. 35.

  1. Formazione, informazione e addestramento :

  • assicurare al Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP) ed al Medico competente informazioni in merito alla natura dei rischi, all’organizzazione del lavoro, alla programmazione e all’attuazione delle misure preventive e protettive, alla descrizione degli impianti e dei processi produttivi, ai dati relativi alle malattie professionali e ai provvedimenti adottati dagli organi di vigilanza;

  • adempiere, in generale, agli obblighi di informazione, formazione e addestramento nei confronti dei lavoratori ed informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione;

  • consegnare tempestivamente al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, su richiesta di questi e per l’espletamento della sua funzione, copia del documento di sintesi su analisi, valutazione dei rischi e definizione del programma di miglioramento;

  • consultare il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza relativamente alla designazione del RSPP e del Medico competente (art.50) .

  1. Controllo costante :

  • vigilare affinché i lavoratori per i quali vige l’obbligo di sorveglianza sanitaria non siano adibiti alla mansione lavorativa specifica senza il prescritto giudizio di idoneità.

Quali sono le responsabilità civili e penali del datore di lavoro?

Oltre alle altre frammentarie norme specifiche sono da considerare le interpretazioni giurisprudenziali che, pur emerse sotto la vigenza del D.Lgs. n. 626/1994, continuano efficacemente a individuare le attività datoriali in materia. In tal senso, ad esempio si consideri che:

  • nell’esercizio del suo potere di controllo, il datore di lavoro ha l’onere di fare cultura sul rispetto delle norme di sicurezza, e di svolgere una assidua azione pedagogica, con il ricorso, se del caso, anche a sanzioni disciplinari nei confronti dei lavoratori riottosi (Cass. pen., sez. IV, 6 ottobre 1995);

  • è penalmente responsabile dell’infortunio occorso al dipendente il datore di lavoro che, senza dare disposizione al riguardo né incaricare un sostituto della dovuta sorveglianza, si allontana dall’azienda (Cass. pen., sez. IV, 25 settembre 1995).

L’ulteriore normativa contenuta nei titoli I-XI del decreto n. 81/2008 individua un numero altissimo di compiti integrativi di quelli generali di cui all’art. 18.

Un esempio sono gli obblighi in materia di luoghi di lavoro, rispetto ai quali il datore deve assicurare che essi siano conformi ai requisiti di legge precisati all’art. 63, commi 1, 2 e 3.

Altro esempio concerne le attrezzature di lavoro rispetto alle quali egli ha il dovere di mettere a disposizione dei lavoratori attrezzature conformi ai requisiti di legge, idonee ai fini della salute e sicurezza e adeguate al lavoro da svolgere o adattate a tali scopi.

Relativamente ai videoterminali, infine, il datore è, invece, tenuto ad analizzare i posti di lavoro, in sede di valutazione, con particolare riguardo ai rischi per la vista e per gli occhi, alle conseguenze attinenti alla postura, all’affaticamento fisico/mentale e alle condizioni ergonomiche e di igiene ambientale.

Posted on Lascia un commento

Organismi paritetici: qual è la loro funzione nella sicurezza sul lavoro?

organismi paritetici

Sono ormai passati alcuni anni dall’approvazione del Decreto Legislativo 626/94 che, nell’ambito di una generale ridefinizione dell’intera materia della prevenzione e della sicurezza, prevede, all’art. 20, la costituzione di organismi paritetici tra le organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori (OPT).

Gli Organismi Paritetici, hanno sedi territoriali, a livello nazionale (OPN), regionale (OPR) e provinciale(OPP).

Il modello che si prospetta non è in alcun modo di tipo piramidale, nel senso che non comporta, in alcun caso, all’organismo regionale la responsabilità dell’istituzione di quelli provinciali o al nazionale l’istituzione di quelli regionali. Gli organismi di livello superiore esercitano ovviamente funzioni di coordinamento e supporto a quelli di livello inferiore, ma l’iniziativa vera e propria è lasciata ad ogni singola rete locale.

Gli Organismi Paritetici non sono una invenzione ex novo del D.Lgs. 626. Organismi analoghi, denominati Comitati Paritetici Territoriali (CTP) esistevano infatti con funzioni paragonabili, seppure con alcune specificità già dalla metà degli anni Settanta nell’edilizia, definiti e regolati da specifici accordi di categoria. Il D.Lgs. 626 si limita, in un certo senso, a raccoglierne l’esperienza positiva e a generalizzarla ad altri settori e comparti produttivi, assegnando a questi organismi una essenziale funzione di accompagnamento e sostegno ad aziende e lavoratori.

Le funzioni individuate dalla Legge (art. 20 e art 22 comma 6 del D.Lgs. 626/94) sono le seguenti:

  • orientare e promuovere iniziative formative nei confronti dei lavoratori e dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS);

– essere prima istanza di riferimento per dirimere le controversie che insorgono in azienda sull’applicazione concreta dei diritti di rappresentanza, informazione e formazione, previsti dalla normativa vigente.

Gli Organismi Paritetici rivestono anche le seguenti funzioni:

– funzioni di osservatorio/monitoraggio/raccolta/analisi/trasmissione di dati/trasferimento di conoscenze relativamente all’applicazione concreta degli accordi, all’anagrafe dei RLS, all’analisi del trend infortunistico nel territorio o in particolari comparti, all’emergere di problemi legati a rischi particolari o emergenti, ai risultati di indagini o ricerche, alla diffusione di linee guida specifiche, alla socializzazione di esperienze di buona pratica, e via dicendo;

– promozione della cultura della prevenzione e di comportamenti orientati allo sviluppo di relazioni partecipative tra le aziende e i lavoratori. Ciò soprattutto orientando i vari soggetti aziendali con una qualificata ed efficace attività informativa e formativa da realizzarsi in accordo e con il coinvolgimento delle associazioni di settore e mettendo a disposizione delle aziende e degli RLS una sollecita gestione delle eventuali controversie;

– interlocuzione costante e propositiva con le Istituzioni e gli Enti Pubblici presenti a livello provinciale, regionale e nazionale con compiti in materia di prevenzione e sicurezza: dai Servizi delle Asl, ai Comitati regionali di coordinamento previsti dall’art. 27 dello stesso D.Lgs. 626, dalla Commissione Consultiva Nazionale prevista dall’art. 26, all’ISPELS o all’INAIL, agli Ispettorati del lavoro, alle Università o agli enti di ricerca e via dicendo.

Con il Testo Unico sulla Sicurezza e il correttivo DLgs 106/2009 vengono ancora attribuiti a tali organismi i seguenti compiti:

  • supportare le imprese nell’individuazione di soluzioni tecniche e organizzative dirette a garantire e migliorare la tutela della salute e sicurezza sul lavoro;

  • svolgere o promuovere attività di formazione, nonché, su richiesta delle imprese, rilasciare una attestazione dello svolgimento delle attività e dei servizi di supporto al sistema delle imprese, tra cui l’asseverazione della adozione e della efficace attuazione dei modelli di organizzazione e gestione della sicurezza della quale gli organi di vigilanza possono tener conto ai fini della programmazione delle proprie attività.

  • istituire specifiche commissioni paritetiche, tecnicamente competenti.

  • possono effettuare, nei luoghi di lavoro rientranti nei territori e nei comparti produttivi di competenza, sopralluoghi purché dispongano di personale con specifiche competenze tecniche in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

  • trasmettere al Comitato regionale di coordinamento una relazione annuale sull’attività svolta.

  • comunicare alle aziende i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriale. Analoga comunicazione effettuano nei riguardi degli organi di vigilanza territorialmente competenti.

  • comunicare all’INAIL i nominativi delle imprese che hanno aderito al sistema degli organismi paritetici e il nominativo o i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriali.

Posted on Lascia un commento

Il ruolo dell’INAIL nella sicurezza sui luoghi di lavoro: assicurazione, formazione, consulenza e reinserimento dei lavoratori infortunati

INAIL e assicurazione infortuni sul lavoro

Cosè l’INAIL e qual è la sua funzione in materia di sicurezza negli ambienti di lavoro?

L’INAIL, Istituto Nazionale Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, persegue una pluralità di obiettivi:

  • ridurre il fenomeno infortunistico;

  • assicurare i lavoratori che svolgono attività a rischio;

  • garantire il reinserimento nella vita lavorativa degli infortunati sul lavoro.

L’assicurazione è obbligatoria per tutti i datori di lavoro che occupano lavoratori dipendenti e parasubordinati nelle attività rischiose e tutela il lavoratore contro i danni derivanti da infortuni e malattie professionali causati dalla attività lavorativa.

La tutela nei confronti dei lavoratori, anche a seguito delle recenti innovazioni normative, ha assunto sempre più le caratteristiche di sistema integrato di tutela, che va dagli interventi di prevenzione nei luoghi di lavoro, alle prestazioni sanitarie ed economiche, alle cure, riabilitazione e reinserimento nella vita sociale e lavorativa.

Allo scopo di contribuire a ridurre il fenomeno infortunistico l’INAIL realizza inoltre importanti iniziative mirate

  • al monitoraggio continuo dell’andamento dell’occupazione e degli infortuni,

  • alla formazione e consulenza alle piccole e medie imprese in materia di prevenzione,

  • al finanziamento delle imprese che investono in sicurezza.

L‘INAIL è un Ente Pubblico erogatore di servizi, dotato di personalità giuridica e con gestione autonoma.

Come è strutturata l’ INAIL?

Gli Organi istituzionali sono:

  • il Presidente

  • il Consiglio di Amministrazione

  • il Consiglio di Indirizzo e Vigilanza

  • il Collegio dei Sindaci

  • il Direttore Generale

Al vertice dell’organizzazione dell’Istituto è il Direttore Generale.

La struttura centrale e periferica, è composta dalla Direzione generale con sede a Roma formata da:

  • n. 12 Direzioni Centrali;

  • n. 4 Servizi;

  • n. 5 Consulenze;

  • il Nucleo di Valutazione e Controllo Strategico;

  • la Struttura Tecnico Amministrativa di Servizio al C.I.V.

  • la Sovrintendenza Medica Generale

e dalle Strutture territoriali formate da:

  • n. 18 Direzioni Regionali e n. 2 Provinciali di Trento e Bolzano;

  • n. 120 Sedi Locali operanti nei capoluoghi di provincia e nelle aree metropolitane – compresa la Sede Regionale di Aosta;

  • n. 101 Sedi Locali sub-provinciali;

  • n. 55 Agenzie.

L’ INAIL, consapevole del ruolo strategico della prevenzione, ha attuato politiche di innovazione e di riposizionamento sul territorio, ha cioè realizzato le condizioni necessarie a svolgere al meglio i compiti affidatigli dal legislatore di informazione e formazione, consulenza, assistenza e sostegno alle imprese in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, nell’ambito di un modello partecipativo e di rete con le Istituzioni, gli altri Enti e Organismi che operano nel settore e con le Parti Sociali.

L’Istituto è impegnato in particolare nello sviluppo di azioni finalizzate alla progressiva costruzione di un “sistema informativo integrato per la prevenzione nei luoghi di lavoro”, fondato sul coinvolgimento partecipativo di tutti i soggetti, Istituzionali e Parti Sociali secondo i diversi ruoli, per rispondere alle esigenze di programmazione e pianificazione delle politiche di prevenzione e sicurezza sul lavoro, a livello nazionale e locale.

Ha, a suo tempo, promosso e realizzato con le Regioni e l’ISPESL, un progetto di cooperazione finalizzato alla conoscenza del fenomeno infortunistico denominato “Flussi Informativi” attivando al contempo strumenti di monitoraggio per la verifica della qualità e della fruibilità dei dati.

L’art. 8 del D.Lgs. n. 81 del 9.4.2008, istituisce il “Sistema Informativo Integrato Nazionale per la Prevenzione” (SINP), in linea di continuità con i “Flussi informativi”, costituito dai Ministeri del Lavoro e della Previdenza Sociale, della Salute, dell’Interno, dalle Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano, dall’ISPESL, dall’IPSEMA e dall’INAIL al quale è affidato un ruolo centrale a garanzia della gestione tecnica ed informatica.

L’ INAIL realizza percorsi formativi per specifici settori lavorativi del sistema privato e del sistema pubblico destinati alle figure professionali coinvolte nella prevenzione ai diversi livelli di ruolo e competenze.

In particolare nelle piccole e medie imprese, promuove l’adozione di Sistemi di Gestione della Sicurezza sul lavoro attraverso percorsi formativi per progettisti e auditor di tali sistemi sulla base delle “Linee guida” elaborate in collaborazione con le Istituzioni competenti e con le Parti Sociali più rappresentative.

A seguito della emanazione del D.Lgs. 195/2003 in materia di formazione obbligatoria dei Responsabili e degli Addetti ai Servizi di Prevenzione e Protezione, l’Istituto ha attivato uno specifico programma formativo.

La funzione prevenzionale dell’ INAIL

La funzione prevenzionale dell’ INAIL è orientata altresì verso un’attività di consulenza e di assistenza alle aziende, e finalizzata a realizzare l’erogazione di servizi integrati per la sicurezza in sinergia con gli altri operatori del settore, secondo le logiche indicate dalla normativa in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro che indirizza l’azione pubblica nella direzione delle interazioni e sinergie tra ruoli e competenze istituzionali.

L’obiettivo è quello di porre in essere un’efficace azione prevenzionale, così da ridurre i costi economici, sociali ed assicurativi per effetto del miglioramento delle condizioni di sicurezza e salute negli ambienti di lavoro. In particolare, l’Istituto, attraverso l’attività di consulenza specifica in materia di sistemi per la gestione della salute e sicurezza e con la diffusione delle cosiddette “buone pratiche e buone tecniche”, intende contribuire a sostenere le imprese nel progressivo miglioramento dei processi produttivi e dell’organizzazione del lavoro.

L’ INAIL ha progettato e realizzato un sistema sperimentale per promuovere la sicurezza nelle aziende con forme di finanziamento che tendono, da un lato, a sostenere l’innovazione organizzativa e tecnologica dei processi produttivi, dall’altro, a diffondere la cultura della prevenzione attraverso iniziative di informazione e formazione nei confronti dei soggetti coinvolti nel sistema di gestione della sicurezza.

L’ INAIL sostiene l’impegno delle imprese che promuovono iniziative che vanno oltre l’assolvimento degli obblighi posti dalla normativa vigente in materia di sicurezza e salute sul lavoro, favorendo tra l’altro l’adozione spontanea di modelli di gestione eticamente sostenibili e socialmente responsabili.

Le aziende che hanno realizzato interventi per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro possono chiedere, infatti, la riduzione del tasso medio di tariffa.

Sin dall’emanazione del D.Lgs 626/94, l’Istituto collabora con i Ministeri dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca attraverso un collegamento stabile e organico tra la scuola e il mondo del lavoro per diffondere tra i giovani la cultura della salute e sicurezza negli ambienti di vita, di studio e di lavoro e per orientare le future scelte professionali.

L’ INAIL contribuisce a divulgare le conoscenze nel campo della sicurezza e salute sul lavoro anche attraverso:

  • la realizzazione di convegni, seminari e workshop su tematiche generali e specifiche

  • la realizzazione e distribuzione di pubblicazioni, audiovisivi e software

  • la promozione di studi e ricerche sia sulle dinamiche del fenomeno infortunistico in generale, sia su specifiche aree di rischio.

Il potere di vigilanza dell’ INAIL

L’ INAIL, come altri enti che gestiscono forme obbligatorie di previdenza ed assistenza, è titolare di un potere di vigilanza teso a prevenire ed impedire atti illeciti contrari ai suoi scopi istituzionali. Gli ispettori dell’Istituto agiscono in veste di pubblici ufficiali e, come tali, sono titolari di poteri di ispezione, accertamento, diffida e contestazione, ma anche di specifici doveri, la cui inosservanza li rende soggetti anche a sanzioni penali.

I loro compiti, in parte assimilabili a quelli svolti da ispettori di altri Enti, sono di:

  • verifica della regolarità contributiva, mediante esame dei libri paga e matricola e di ogni altro utile documento;

  • individuazione del lavoro sommerso o irregolare.

La loro attività è inoltre correlata alla funzione assicurativa dell’Istituto, con lo svolgimento di accertamenti:

  • sui processi produttivi aziendali ai fini dell’applicazione delle Tariffe dei premi;

  • sulla indennizzabilità degli infortuni e delle malattie professionali denunciati;

  • sulle eventuali responsabilità del datore di lavoro o di terzi per reati connessi in violazione delle norme di prevenzione ed igiene sul lavoro.

Gli ispettori dell’ INAIL operano nell’ambito di una vigilanza congiunta, coordinata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, per funzioni di:

  • indirizzo in materia di assunzione e coordinamento delle iniziative di contrasto al lavoro irregolare;

  • pianificazione e programmazione a livello centrale e territoriale;

  • promozione e coordinamento di azioni congiunte su specifici settori e/o aree territoriali a particolare rischio di evasione.

L’ INAIL, la Direzione Centrale Rischi e l’ Ufficio di Vigilanza Assicurativa

Attualmente la funzione di vigilanza dell’ INAIL è assolta da 392 funzionari che svolgono l’attività ispettiva nei confronti delle aziende sulla base di piani annuali redatti a livello regionale, integrati dalle azioni coordinate e congiunte con altri Enti (Ispettorato Lavoro, Inps, Guardia di Finanza), di volta in volta promosse e concordate dalle Strutture Centrali del Ministero del Lavoro e degli Istituti su indicati.

A decorrere dal 1° aprile 2008 nella Direzione Centrale Rischi è stato istituito l’Ufficio di Vigilanza Assicurativa.

Il 2010 è stato un anno cruciale nella storia evolutiva dell’ INAIL, in quanto ha visto l’istituto impegnato nell’avvio e nel consolidamento di un articolato processo di trasformazione che lo ha reso – e lo renderà ancora di più in futuro – un protagonista di importanza strategica per l’intero

sistema di welfare del Paese.

Un protagonista, per molti aspetti, connotato da caratteri unici e originali anche nel più generale contesto europeo.

Il 2010 è stato, infatti, l’anno della nascita del Polo della salute e della sicurezza sul lavoro, risultato dell’incorporazione – prevista dalla legge n. 122/2010 – dell’istituto di previdenza per il settore marittimo (Ipsema) e dell’istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (Ispesl).

l’ INAIL e il Testo Unico sulla Sicurezza

Si tratta del completamento di un percorso cominciato, in ambito normativo, con i decreti legislativi n. 626/1994 e n. 38/2000 e potenziato, successivamente, con i decreti legislativi n. 81/2008 (Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro) e n. 106/2009.

Un percorso che l’incorporazione ha ormai ultimato, tracciando definitivamente il cammino che porta alla creazione di un ente che ha tutte le potenzialità e le risorse per realizzare in modo concreto, e al massimo grado, quel ciclo di tutela integrata e globale del lavoratore.

Facendo convergere nell’ INAIL le funzioni di assicurazione e tutela dei lavoratori marittimi proprie dell’ex Ipsema e, in particolare, l’attività scientifica in materia di prevenzione e sicurezza del lavoro propria dell’ex Ispesl, il legislatore ha dato vita a un soggetto di natura assolutamente esclusiva tra gli organismi centrali dello Stato.

Un soggetto unico in grado di correlare – in modo sinergico e

complementare – politiche volte alla riduzione degli incidenti sul lavoro e attinenti tutti gli ambiti interessati da questo fenomeno: assicurazione, prevenzione e, per quanto riguarda gli infortunati, cura, indennizzo, riabilitazione, reinserimento.

Posted on Lascia un commento

L’ISPESL e gli standard di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro

L’istituzione dell’ISPESL, acronimo di Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza sul Lavoro, è stata prevista con la Legge n. 833/78 al fine di stabilire e garantire, attraverso un organo tecnico-scientifico dipendente dal Ministero della Sanità, standard di igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro.

L’ ISPESL, che ora è confluito nell’INAIL, è ente di diritto pubblico, nel settore della ricerca, dotato di autonomia scientifica, organizzativa, patrimoniale, gestionale e tecnica.

L’ISPESL è organo tecnico-scientifico del Servizio sanitario nazionale di ricerca, sperimentazione, controllo, consulenza, assistenza, alta formazione, informazione e documentazione in materia di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, sicurezza sul lavoro e di promozione e tutela della salute negli ambienti di vita e di lavoro, del quale si avvalgono gli organi centrali dello Stato preposti ai settori della salute, dell’ambiente, del lavoro e della produzione e le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.

L’ISPESL supporta il S.S.N., fornendo informazioni, formazione, consulenza ed assistenza alle strutture operative per la promozione della salute, prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro; può svolgere certificazione e vigilanza, congiuntamente ai servizi di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro delle ASL, sulle strutture sanitarie del Servizio Sanitario Nazionale – Aziende ospedaliere e presidi Sanitari.

L’ISPESL opera, avvalendosi delle proprie strutture centrali e territoriali, garantendo unitarietà dell’azione di prevenzione nei suoi aspetti interdisciplinari e cura programmi di interesse nazionale nel campo della prevenzione e della sicurezza sul lavoro, della promozione della tutela della salute negli ambienti di vita e di lavoro.

Svolge direttamente, anche attraverso i propri centri di ricerca dislocati sul territorio nazionale, attività di studio e di ricerca scientifica, con sperimentazione ed elaborazione dei criteri e delle metodologie per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali con particolare riguardo all’evoluzione tecnologica degli impianti, dei materiali, delle attrezzature e dei processi produttivi.

Stipula convenzioni e accordi di collaborazione con amministrazioni, enti, istituti, associazioni e altre persone giuridiche pubbliche e private, nazionali o internazionali nonché partecipa a progetti di attività finalizzate nell’ambito dei compiti istituzionali; interviene, su richiesta degli organi centrali dello Stato, delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano, nei controlli, che richiedono elevata competenza scientifica accedendo nei luoghi di lavoro per eseguire accertamenti ed indagini.

L’ISPESL è l’organo tecnico-scientifico delle Autorità Nazionali preposte alla sorveglianza del mercato ai fini del controllo della conformità ai requisiti di sicurezza e salute di prodotti messi a disposizione dei lavoratori.

E’ titolare di prime verifiche e verifiche di primo impianto di attrezzature di lavoro sottoposte a tale regime ed effettua verifiche a campione degli impianti di messa a terra e di protezione contro le scariche atmosferiche in tutte le attività lavorative; effettua attività di ispezione e controllo nelle industrie a rischio di incidenti rilevanti connessi a determinate attività.

E’ tenuto a svolgere attività di Organismo Notificato per attestazioni di conformità relative alle Direttive per le quali non svolge compiti relativi alla sorveglianza del mercato (PED, TPED, SVP, ATEX); effettua la certificazione e il riconoscimento dei laboratori e degli organismi di certificazione previsti da norme comunitarie e da trattati internazionali.

Effettua la sorveglianza epidemiologica attraverso i sistemi di registrazione delle esposizioni (registri di esposizione ad agenti cancerogeni e biologici); è deputato alla conservazione delle cartelle sanitarie e di rischio e delle relative annotazioni individuali, contenute nei registri di esposizione, dei lavoratori che hanno cessato il rapporto di lavoro con esposizione ad agenti cancerogeni e biologici, nonché dei documenti sanitari personali degli esposti a radiazioni ionizzanti (D.Lgs 230/95 e s.m.i.) .

Effettua la sorveglianza epidemiologica delle malattie professionali ed in particolare dei tumori di sospetta origine professionale attraverso la rete di rilevazione dei casi di mesotelioma (ReNaM), di tumore naso-sinusale (Renatuns) e dei sistemi di monitoraggio dei rischi (Occam) a norma di quanto previsto dell’art. 244 del D. Lgs 81/2008 e successive modifiche ed integrazioni.

Partecipa alla elaborazione di norme e formula pareri e proposte circa la congruità della norma tecnica non armonizzata ai requisiti di sicurezza previsti dalla legislazione nazionale vigente; assicura la standardizzazione tecnico-scientifica delle metodiche e delle procedure per la valutazione e la gestione dei rischi nonché per l’accertamento della salute dei lavoratori esposti a rischi specifici, contribuendo all’individuazione dei limiti di esposizione.

L’ISPESL partecipa, con funzioni consultive, al Comitato per l’indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza del lavoro di cui all’articolo 5 del D.Lgs. 9 Aprile 2008, n.81 e successive modifiche ed integrazioni; è competente per lo svolgimento di istruttorie tecniche ai fini della validazione da parte della Commissione Consultiva permanente della salute e della sicurezza sul lavoro di “ buone prassi” finalizzate a promuovere la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro attraverso la riduzione dei rischi ed il miglioramento delle condizioni di lavoro.

Fornisce assistenza al Ministero della Salute, alle Regioni e alle Province autonome per l’elaborazione del Piano Sanitario Nazionale, dei piani sanitari regionali e dei piani nazionali e regionali della prevenzione, per il monitoraggio delle azioni poste in essere nel campo della salute e sicurezza del lavoro e per la verifica del raggiungimento dei livelli essenziali di assistenza in materia; partecipa con le proprie banche dati al sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro (SINP) di cui all’art. 5 del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e successive modifiche ed integrazioni.

L’ISPESL diffonde, mediante pubblicazioni scientifiche e riviste specializzate, i risultati delle ricerche effettuate, i metodi di analisi elaborati e la documentazione scientifica prodotta in materia di salute e sicurezza del lavoro, avvalendosi anche delle tecnologie di rete; effettua la divulgazione dei risultati derivanti dalle attività di prevenzione nei luoghi di lavoro svolte dalle strutture del Servizio Sanitario Nazionale; promuove e diffonde la cultura della salute e della sicurezza del lavoro nei percorsi formativi scolastici universitari e delle istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, previa stipula di convenzioni con le istituzioni interessate.

Inoltre, l’ISPESL effettua, per organismi pubblici e privati, attività di formazione, perfezionamento e aggiornamento in materia di prevenzione degli infortuni, sicurezza sul lavoro e tutela della salute negli ambienti di vita e di lavoro; svolge attività di consulenza, informazione e formazione e assistenza alle imprese, con particolare riguardo a quelle piccole e medie nonché alle imprese artigiane ed agricole e agli organismi paritetici tra le Organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori.

L’Istituto è Focal Point per l’Italia dell’Agenzia Europea per la sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro con sede a Bilbao. L’ISPESL è’ Centro di Collaborazione e Focal Point italiano per l’Organizzazione Mondiale della Sanità in materia di sicurezza e salute negli ambienti di lavoro. E’sede della segreteria dell’ICOH e centro nazionale CIS per l’Ufficio Internazionale del Lavoro con sede a Ginevra.

Con l’art. 7 del Decreto Legge n. 78 del 31 maggio 2010 (convertito nella legge n. 122 del 30 luglio 2010), l’ISPESL viene soppresso e le relative funzioni, con decorrenza dal 31 maggio 2010, sono state attribuite all’INAIL al fine di unificare tutte le competenze in materia di sicurezza e prevenzione antinfortunistica in materia di lavoro.

Posted on Lascia un commento

Cosa sono le ASL e qual è il loro ruolo nella sicurezza nei luoghi di lavoro?

azienda sanitaria locale

Le ASL e il Servizio Sanitario Nazionale

Nell’ordinamento italiano l’azienda sanitaria locale (ASL) è un ente pubblico locale.

In passato ente strumentale della regione, al quale competeva l’organizzazione finanziaria e gestionale delle prestazioni sanitarie, ha perso il carattere di organo della Regione, acquisendo una propria soggettività giuridica con un’autonomia che ha poi assunto, stante il disposto dell’art. 3, c. 1 bis del D.Lgs. 502/92 (comma introdotto dal D.Lgs. 19.6.99 n. 229), anche carattere imprenditoriale (“in funzione del perseguimento dei loro fini istituzionali, le unità sanitarie locali si costituiscono in Aziende con personalità giuridica pubblica e autonomia imprenditoriale”), disposizione quest’ultima che ha indotto a ritenere che le Aziende sanitarie abbiano assunto la natura di enti pubblici economici.

Fanno parte del Servizio sanitario nazionale.

Quali sono gli organi delle ASL?

Le ASL sono aziende con personalità giuridica pubblica e sono centri di imputazione di autonomia imprenditoriale.

Con la legge di riforma la precedente unità sanitaria locale (USL) è divenuta azienda dotata di autonomia organizzativa, gestionale, tecnica, amministrativa, patrimoniale e contabile.

Gli organi dell’ASL sono:

Le ASL nelle regioni a Statuto Speciale

Nelle regioni a statuto speciale l’ASL pur avendo le stesse funzioni cambia denominazione infatti in Alto Adige prende il nome di Comprensorio sanitario (in tedesco Gesundheitsbezirkes) e in Trentino prende il nome di Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari (APSS), in Sicilia invece prende il nome di Azienda Sanitaria Provinciale (ASP), in Valle d’Aosta Azienda U.S.L. della Valle d’Aosta, mentre in Friuli-Venezia Giulia prende il nome di Azienda per i Servizi Sanitari (ASS), invece in Sardegna mantengono la denominazione di ASL.

Le ASL sono organizzate in distretti sanitari di base, dipartimenti e presidi ospedalieri.

In particolare una ASL può comprendere:

Alle ASL sono attribuite competenze in materia di:

  • prevenzione degli infortuni e malattie professionali;

  • igiene e medicina del lavoro;

  • igiene dell’ambiente;

  • vigilanza in materia di igiene e sicurezza sul lavoro.

Tali compiti comportano, sostanzialmente, le attività di:

  • rilievo, accertamento e controllo degli agenti nocivi presenti negli ambienti di lavoro;

  • individuazione delle misure idonee all’eliminazione o riduzione dei fattori di rischio degli ambienti di lavoro;

  • elaborazione di mappe di rischio;

  • studio e verifica della compatibilità degli strumenti urbanistici e dei piani di insediamenti industriali, con le esigenze di salvaguardia ambientali;

  • informazione e assistenza alle imprese in materia di prevenzione, pur nei limiti imposti dall’attuale legislazione.

I campi di intervento dei dipartimenti di prevenzione sono:

  • profilassi delle malattie infettive e parassitarie;

  • tutela della collettività dai rischi sanitari degli ambienti di vita anche con riferimento agli effetti sanitari degli inquinanti ambientali;

  • tutela della collettività e dei singoli dai rischi infortunistici e sanitari connessi agli ambienti di lavoro;

  • sanità pubblica veterinaria, che comprende sorveglianza epidemiologica delle popolazioni

  • animali e profilassi delle malattie infettive e parassitarie; farmacovigilanza veterinaria;

  • igiene delle produzioni zootecniche; tutela igienico-sanitaria degli alimenti di origine animale;

  • tutela igienico-sanitaria degli alimenti;

  • sorveglianza e prevenzione nutrizionale.

Le ASL e le attività di prevenzione per la sicurezza nei luoghi di lavoro

Attraverso le Regioni ed i dipartimenti della prevenzione si realizza il “coordinamento delle attività di prevenzione nei luoghi di lavoro”.

Gli Ispettori delle ASL hanno la facoltà di visitare le aziende in qualsiasi momento.

Essi devono conservare tuttavia il segreto sui processi di lavorazione di cui vengono a conoscenza per ragioni di ufficio, altrimenti sono sanzionabili ai sensi dell’articolo 623 del Codice Penale.

0

Your Cart